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L'OASIia  

Via Quattro Vie - 42018 Stiolo di San Martino in Rio - Italia

 

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Enciclopedia Treccani

Definizione di “OASI”:

Territorio soggetto a tutela al fine di conservare le specie animali e vegetali in esso presenti; in particolare, o. di protezione, quelle destinate al rifugio, alla riproduzione e alla sosta della fauna selvatica.

Tenuta Casalpriore si estende per poco più di 5 ettari nell'areale in cui in passato scorreva un fiume. Da qui la ricchezza del suolo dal quale un tempo sgorgavano fonti sorgive e che era prevalentemente piantumato a vigneti e frutteti. La testimonianza di questo passato è salvata in interessanti banche

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dati gestite dalla Regione Emilia Romagna e liberamente accessibili in cui fermi-immagini di scansioni satellitari documentano la diversità e la ricchezza di territorio. La prima è andata gradualmente perduta e la seconda soppiantata da un concetto di “ricchezza” diverso. Fu così anche per Tenuta Casalpriore dove il precedente proprietario volutamente preservò l’attuale Vigna Botanica, estirpò tutte le restanti per mettere a dimora la Vigna Nuova affinché fosse di più pratica e di minor onerosa gestione. 

Di pari passo adibì a seminativo quello che restava dei campi così liberatisi. Il tutto condotto per fortuna in regime biologico di cui era strenuo sostenitore. Sensibile alle tematiche naturaliste, aderì ad un bando regionale e mise a dimora una siepe di alberi da frutto e arbusti che da allora si erge come un muro di difesa lungo tutto il lato nord. Avrei la facoltà di rimuoverlo ma un tempo proprio le siepi erano di fondamentale importanza non solo per delimitare le proprietà ma per offrire rifugio alla fauna selvatica. Seppure richieda molto lavoro per essere tenuta almeno un po' in ordine, mi sono ovviamente guardata bene dal rimuoverla. Questo siepone, come lui lo chiamava, costituisce un utilissimo stacco visivo dalla campagna circostante, una cesura, un separé che rappresenta la prima, invisibile porta che aprendosi quasi improvvisamente sull’orizzonte, offre una vista impareggiabile su uno dei panorami più belli dell’Appennino e della bassa reggiana. È un possente frangivento, si ammanta di nuvole di fiori dai colori pastello ad inizio primavera per moltiplicare più tardi il cinguettio di uccellini appena nati, sfama poi animali e umani per la varietà dei suoi frutti. Sto meditando quali essenze piantare a mia volta da destinare come nuova proposta abitativa e mensa alla fauna e come scenografia autunnale prima che la siepe si spogli con classe ed eleganza in inverno.

I campi precedentemente adibiti a seminativi, col mio arrivo ora ospitano una grande varietà di piante perenni, spesso profumate anche per la percezione dell’olfatto umano, che non necessitano di essere irrigate e che, con le molteplici forme dei loro fiori, rappresentano il pascolo prediletto dei pronubi.

In nessun momento dell’anno questi campi vengono sfalciati, né vengono destinati all’alimentazione dei vicini allevamenti bovini. Uno scrigno di benessere, di certezza, di continuità, di diversità che brilla di luce propria nel deserto verde che lo circonda. Pur avendo a tratti un aspetto a volte un po’ spennacchiato, c’è volutamente posto per le tante erbe autoctone, sempre alla conquista di qualsiasi spazio, anche nelle vigne. Sarà divertente scoprirle insieme durante la Vostra visita.

Volendo diversificare il più possibile i “pasti”, non volendo soccombere bensì sfruttare il cambiamento climatico per… indovinate un po’, diversificare nuovamente il menù destinato agli impollinatori e avendo poco spazio (!!!), ho inoltre piantato oltre una ventina di varietà diverse di bulbose sia a fioritura precocissima che a fioritura tardiva nella Vigna Botanica. Venendo in visita proprio qui già alla fine dell'inverno inverno significa assistere al dispiegarsi di corolle gialle, bianche e in mille tonalità rosa e violacee sulle quali pascola il mio “insettame”. Non potrete raccogliere nulla ma fotografare e filmare tutto quello che vedrete.

Nell’autunno e tra qualche anno, quando saranno diventati grandi abbastanza per fiorire e sempre nella stessa Vigna Botanica, spero avrete la possibilità di raccogliere il VOSTRO zafferano, sotto il vigile occhio della sottoscritta affinché, contrariamente a quanto avviene nella coltivazione convenzionale, impariate a raccogliere solo i pistilli per lasciare ai pronubi gli stami ricchi di polline. Ancora una volta: nel posto e nel modo più impensabile, è stato possibile creare bellezza coniugandola con lo scopo di voler far sopravvivere gli insetti a tutti i costi. Sono alla base della piramide e non solo di quella alimentare.