
GABRIELE RONZONIVia
Via Quattro Vie - 42018 Stiolo di San Martino in Rio - Italia
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Mai e poi mai avrei immaginato che Tenuta Casalpriore un giorno sarebbe diventata mia e non passa giorno in cui non rimpiango di essere stata troppo timida e discreta. L'avessi tartassato di domande, sarebbe stato meglio per tutti!
Quando venni a supervisionare i lavori di ristrutturazione de l’Oasi La Martina nel 2009 e a viverci nel 2010, mi presentai ai vicini. Vivere in campagna è come vivere in condominio, solo che i piani sono disposti in modo orizzontale, per svariati chilometri. Tenuta Casalpriore era vicinissima a casa e non ci volle molto per fare conoscenza del suo patron.
Era di statura relativamente minuta, asciutta, con un sorriso e uno sguardo gentili. Mi accolse con una benevola stretta di mano. Da quel giorno ci si salutò quasi sempre da lontano e con un cenno del braccio: lui rincorrendo i mille lavori nel suo splendido podere, con quel cappellino da basket che guizzava tra vigne e campi, mentre io uscivo per la passeggiata depurativa dei miei cani. Era una piacevole e costante presenza, gioiosamente e comprensibilmente fiero della sua proprietà e di quanto riusciva ad ottenerne.
Che amaro contrasto con quanto affermato da un vicino che, indispettito e incapace di comprendere, mi disse sbottando: “ma quello è tutto matto”.
Un giorno mi presentò la figlia, di tanto in tanto mi chiedeva suggerimenti per il gatto Mimao che si era stabilito nel grande Casolare ed era felicissimo quando gli chiedevo di vendermi qualche bottiglia dell’unico Lambrusco che mi sia mai piaciuto. Mi regalò uno dei suoi libri di cucina, indefesso e colto ricercatore di ricette della tradizione gastronomica emiliana. Di tanto in tanto mi chiedeva di tradurgli qualche frase in tedesco ma, constatando che era il mercato anglofono ad essere più interessato al suo vino, riuscì a destreggiarsi da solo, dopo che una volta l'avevo accompagnato ad una fiera locale e avergli poi sistemato la saletta dove avrebbe accolto i primi buyer statunitensi. Erano tutti elettrizzati: lui di essere riuscito ad aprire la rotta verso gli USA e i buyer ammutoliti prima e prodighi di complimenti poi quando vennero in visita a Tenuta Casalpriore. Portò il podere ad un’apoteosi vitivinicola.
Così ognuno badava alle sue faccende. Un saluto da lontano mentre il cappellino saettante nel fogliame e la Fiat Punto parcheggiata nella corte trasmettevano continuità, che tutto era a posto.
Poi, nel 2019, una coppia di conoscenti che manco immaginavo sapessero che ci conoscessimo, mi avvisò che era morto. Col cervello svuotato dalla notizia improvvisa, riuscii ad arrivare in tempo almeno al funerale, gremito di gente. Non salutai nemmeno la vedova, tanto non mi conosceva nessuno se non la figlia intravista anni prima ma al ritorno appesi una coccarda nera, in segno di lutto, al cancello della sua amatissima Tenuta Casalpriore. Riuscii a recuperare un numero di cellulare per presentare almeno telefonicamente le condoglianze alla famiglia. Raccontai della coccarda, pensando di fare cosa gradita, quantomeno alla memoria del defunto. Via WhatsApp passò un messaggio inappropriato che venne subito cancellato. La coccarda scomparve dopo due giorni. Certi sogni tramutati in realtà a volte sono il manifesto della caparbietà di una solta persona.
Seguì il silenzio, il vuoto, il nulla. La sua assenza si fece notare quanto più mi resi conto che era venuta a mancare la sua presenza. Il podere sembrò cristallizzarsi prima di intraprendere l’inesorabile percorso di ogni creatura quando non è più amata. Cosa che non mi sarei mai aspettata. E che non si sarebbe mai aspettato nemmeno lui.
Passò il tempo, il Covid si abbatté sull’umanità, una tromba d’aria abbatté gli ultimi pioppi sulla mia casa, ebbe inizio la guerra in Ucraina. Mi fossilizzai triste, sconsolata, depressa nel mio mare di quotidiani problemi fino a quando riuscii a riemergere, riprendendo le ricerche di un terreno vicino a casa. Un terreno da amare, da accudire, da restituire a Madre Natura perché solo lei è in grado di fare e contraccambiare come mai nessun umano sa fare. Ma, ancora, mai e poi mai avrei immaginato che sarei stata proprio io a diventare la nuova Signora di Tenuta Casalpriore.
Il podere nel frattempo era stato gravato da infausti contratti. Decisi di correre il rischio e di ingaggiare nuovamente l’ennesima battaglia contro il tempo, di calarmi nei panni di un re nudo e di sperare che la marea calasse. Così nel 2023 acquistai Tenuta Casalpriore, in sostituzione delle grondaie che erano state rubate per ben due volte e per evitare che la pioggia continuasse a dilavare le fondamenta, feci montare le bocche di drago che ancora oggi scaricano l'acqua piovana e feci abbattere gli alberi pericolanti davanti all’edificio. Tolta questa “verzura” e nonostante le visibili erosioni provocate dall'incuria e dal passare del tempo, l’intero edificio emerse di luminosa e quasi imponente bellezza. Sono qui!
Nel 2025 la proprietà, infine, si liberò da ogni vincolo e gravame. Non aspettavamo altro, Tenuta Casalpriore ed io.
Nella speranza di fare onore, a Gabriele Ronzoni: siamo qui!
Il primo tentativo di riprodurre il Vino di Gabriele Ronzoni è fallito ma, nell'attesa che sia detta l’ultima parola, ho raccolto in questa sezione una rassegna stampa degli articoli reperiti online. Non so se ci sarà mai più un bicchiere in cui potrà tornare a vivere questo vino, degno di quello che fu e senza scendere a compromessi ma questa pagina è il mio omaggio personale alla memoria di Gabriele Ronzoni e di quello che riuscì a creare.


