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L'ERBA VOGLIOVia  

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Dice un detto che l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re… eppure… forse… esiste!

 

Nel 2020 notai nel giardino di una conoscente una pianta tappezzante dal portamento singolare. Le era stata regalata da una cugina trentina, non ne conosceva il nome e nemmeno le caratteristiche se non che fosse di rapida espansione. Me ne regalò qualche rametto con le istruzioni necessarie per farli attecchire.

Arrivata a casa, ne piantai qualcuno alla base di un fico, constatando che l’ombra non le piace molto (tende a filare) e piantando i restanti su di una striscia di terra larga 1 metro e lunga 3 metri, esposta in pieno sole. Il test ebbe talmente successo che nel 2026 misi a dimora un unico rametto nel terreno che ricopre la vecchia aia sul lato EST del Casolare che domina in Tenuta Casalpriore per sottoporre la pianta ad un ultimo stress test su di una superficie di ca. 800 metri quadri dandola in pasto alla peggiore estate mai finora sperimentata:

 

  • In due mesi il rametto iniziò a coprire come mi aspettavo una superficie di ca. 1 metro quadro
  • Ama il sole
  • Tollera in modo incredibile la siccità (1 irrigazione nell’agosto 2026 ma avrebbe potuto farne anche a meno) = non necessita di irrigazione se non nella fase di messa a dimora
  • Se esposta al pieno sole non supera max. 7 centimetri di altezza
  • Dopo essere attecchita, può essere abbassata con un comune tosaerba, cosa però inutile se posizionata in pieno sole per tutto il giorno
  • Da fine aprile in poi fino a metà ottobre fiorisce incessantemente
  • Non necessita di concime
  • Tollera i freddi invernali assumendo un aspetto più modesto per riprendere tutta la sua vigoria da marzo-aprile in poi
  • I FIORI SONO PARTICOLARMENTE GRADITI A FARFALLE, API e PICCOLI APIOIDEI che qui trovano da mangiare quasi fino all’arrivo della stagione invernale. I panciuti Bombi la ignorano perché i fiori sono troppo piccoli.
  • È talmente coprente che, dopo avere ricoperto il suolo, altre infestanti non riescono quasi più ad autoseminarsi 
  • Attraendo anche le api NON è un prato su cui camminare scalzi o sul quale far giocare i bambini ma diventa un fantastico punto di osservazione per gli adulti, accanto al quale restare seduti ad osservare estasiati il traffico incessante di piccoli impollinatori!

 

Necessità unicamente di una adeguata preparazione del terreno prima della messa a dimora. Non è la panacea di tutti i mali ma sicuramente è una pianta salvifica. Ve la presenterò con entusiasmo quando verrete in visita a Tenuta Casalpriore.